Attenzione: Sono in corso le valutazioni dei lavori pervenuti. I partecipanti i cui progetti saranno ritenuti idonei verranno ricontattati nei prossimi giorni.

Venice Talents

25 Mar

Voti migliori:

Gloria Bartolomeo

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Titolo Progetto: Un Mondo di Lego
Selezionato per le borse di studio  2008/2009, Corso di Management e produzione degli eventi, Scuola di Arti Visive

ABSTRACT

La vita si può considerare come un perenne giocare. Ogni giorno, un bambino, un uomo, come anche un anziano compie le proprie conquiste, raggiunge i propri traguardi, costruisce. Per fare ciò deve immaginare la propria meta, la propria idea. Il Lego è la prima “palestra di vita” per un bambino che oggi costruisce con i pezzetti di plastica il suo mondo, domani, quando sarà adulto costruirà allo stesso modo la realtà che lo circonda.

DESCRIZIONE DETTAGLIATA:

Mi sono seduta e ho cercato di immaginare cosa volesse dire crescere per me. Ho scavato tra i miei ricordi d’infanzia, foto, giochi in scatola, bambole, fino a quando l’occhio non  si è posato su una vecchia scatola di latta. L’ho aperta. Quanti ricordi nascosti  tra quella miriade di pezzettini colorati. Solo pezzetti di plastica colorati e un tabellone verde da cui iniziare. E’ così che passavo le ore a costruire il mio mondo ideale. Costruivo case, palazzi, ospedali, poi ci mettevo gli alberi, quelli non mancavano mai. Poi veniva qualche amichetto e allora la piccola cittadina si ampliava, ognuno metteva la propria immaginazione, creava la sua realtà. E così oggi sono cresciuta, ho imparato a immaginare i miei sogni e a lottare perché diventino veri. Posso farlo perché da piccola ho allenato la mia mente a creare e oggi posso farlo ancora, ho gli strumenti per rendere il mio mondo Lego un mondo reale, devo farlo con gli stessi occhi, devo discuterne con le altre persone, come facevo quando ero piccola. E’una lezione di vita.

Questo significa crescere per me: un continuo lento percorso in cui non si smette mai di costruire, immaginando le nostre idee con gli stessi occhi di quando eravamo bambini e dovevamo costruire la nostra città di Lego.

Attraverso le immagini che presento, ho cercato di rendere il percorso di crescita che inizia con un bambino seduto su un tappeto, attorno a lui tanti pezzettini colorati (foto 1). Il bambino si guarda intorno, inizia a metterli uno sull’altro, nella sua mente inizia a delinearsi un  progetto, lo immagina(foto 2). Con lui giocano altri bambini, tutti partecipano alla costruzione di un unico paesaggio(foto 3). Gli anni passano, e i contorni del paesaggio Lego iniziano a sfumare, si inizia a intravedere la realtà: è il bambino che cresce e diventa adulto (foto 4).  E’ un adulto che, consapevole del proprio percorso, si volge al futuro, continua a immaginare nuovi paesaggi e orizzonti, vuole costruire ancora, nella sua mente i progetti si configurano come costruzioni in Lego, ricorda il suo passato, solo così può può creare il suo futuro (foto 5).

Mi si chiedeva, inoltre di immaginare un progetto culturale.

L’idea del mio progetto diventerebbe lo sfondo per un’esposizione temporanea, in cui degli artisti vengono chiamati a realizzare in Lego grandi costruzioni dei nostri giorni, o addirittura rappresentare una realtà virtuale, futura, che rappresenti il mondo come loro lo immaginano. Si verrebbe a creare un percorso adatto ai piccoli, affascinati dalle grandi costruzioni che si possono realizzare con gli stessi pezzettini colorati con cui essi giocano tutti i giorni, ma, allo stesso tempo, adatto anche ai genitori che avrebbero l’occasione per fare un tuffo nel passato assistendo a uno spettacolo che li proietta in una duplice dimensione: il tempo passato del gioco, e il futuro, legati da un unico filo conduttore, l’immaginazione.

Adulti e bambini in una mostra che accomuni entrambi.

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3 Commenti

  1. 1
    Salvatore
    March 25, 2009 at 10:50 am

    progetto molto attuale,bello e pertinente

  2. 2
    savina
    March 25, 2009 at 5:08 pm

    ottimo il concetto di costruzione della vita intesa come “gioco” e sfida permanente

  3. 3
    Andrea
    March 25, 2009 at 5:46 pm

    Come assiduo utilizzatore d’un tempo dei cari “mattoncini” oggi, dopo ben 40 anni e leggendo “UN MONDO DI LEGO”, ho ricordato l’emozione di quei progetti privi di limiti reali e l’impegno nel portarli a termine.
    Un argomento semplice ma con un significato particolarmente realistico ed attuale.

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