Titolo del progetto: Touchy
Selezionato per le borse di studio 2008/2009, Master in Brand Design, Scuola di Design
E’ bizzarro come gli adulti, a sostegno della loro condizione di maturità, asseriscano di “essere troppo grandi per giocare”, pare che dimentichino puntualmente che è proprio grazie al gioco che hanno appreso molte cose del mondo: quanti ingegneri meccanici sono partiti dal meccano o dai lego technic?
Quanti ricercatori di chimica hanno avuto il piccolo chimico ?
Un’altra cosa bizzarra degli adulti è il fatto che non si rendano conto di quanto in realtà si circondino di giocattoli: computer, cellulari e palmari con mille funzioni.
Il gioco è un elemento fondamentale nella progettazione delle interfacce dei software moderni: siamo passati da rigidi schermi neri con scritte verdi, a milioni di colori materia prima di sgargianti icone che trasciniamo e mettiamo qua e là come fossero i pezzi di pongo.
La tecnologia è dunque la dimensione giocosa che abbiamo creato noi “adulti” per ritornare ad un approccio più naturale alle cose.
Non a caso, quando connettiamo determinate periferiche ai nostri computer, spesso compare la scritta “hai appena connesso una human interface device”.
Negli ultimi anni tutti gli studi dell’iterazione uomo-macchina sono volti in questa direzione. Le tecnologie touch screen ne sono un esempio cristallino: finalmente possiamo tornare a giocare con le nostre mani senza dover passare per la rigida macchina da scrivere chiamata tastiera.



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